lat. 44.96808
long. 7.30459

Rocca Sbarua


Page non traduite - lire ci-dessous la page dans sa langue d'origine...
Oggi si possono utilizzare una palestra con 100 vie di arrampicata che si sviluppano su lunghezze variabili tra 20 e 200 metri eD esposte a meridione. Un laboratorio didattico e un sentiero attrezzato con bacheche e leggii aiutano la lettura del territorio, mentre presso Casa Canada è presente un sistema multimediale che consente di approfondire i temi del Geoparco, la storia dell'arrampicata in Sbarua, le caratteristiche geologiche e i rapporti tra arrampicata e caratteristiche della roccia.

 

La rocca Sbarua, con le sue pareti verticali e il suo profilo arcigno, ha da sempre colpito la fantasia di chi viveva alle sue pendici e degli occasionali visitatori. Ciò ha condizionato perfino il nome, Sbarua, “che spaventa, che fa paura” e ha ispirato, con la sua atmosfera magica, storie e leggende di ogni sorta. Accanto alle tradizioni locali, ai racconti su lupi e diavoli, fin dai primi anni del ‘900, queste pareti hanno colpito la fantasia di un altro tipo di persone: gli scalatori.

La Rocca Sbarua è la palestra di roccia degli arrampicatori piemontesi. Sulle sue pareti alpinisti, arrampicatori e sassisti sono giunti non solamente per la vicinanza con Torino, ma soprattutto per la bellezza della roccia, assai simile al granito del Monte Bianco.

Le pareti della Rocca Sbarua sono testimoni da oltre 80 anni della complessa evoluzione di questo sport, sia nei suoi aspetti alpinistici che nel progresso delle tecniche dell’arrampicata libera e artificiale e hanno qui portato a sfidarsi Gabriele Boccalatte, Giusto Gervasutti, Gian Piero Motti e Gian Carlo Grassi. Alla Rocca Sbarua l'arrampicata sportiva, disciplina dell’alpinismo caratterizzata dalla ricerca del gesto atletico compiuto in piena sicurezza grazie alle protezioni presenti, può utilizzare una palestra ottimale. Palestra che propone oltre 100 vie di arrampicata, che si sviluppano su lunghezze variabili tra 20 e 200 metri e che godono un'ideale esposizione a meridione.

La Rocca Sbarua è caratterizzata da scoscesi pendii con pareti verticali attraversate da molteplici fratture e diedri. Questa aspra morfologia è strettamente legata al tipo di roccia presente: gli gneiss.

Gneiss è il nome dialettale dato dagli antichi cavatori tedeschi alla vasta famiglia di rocce metamorfiche a lastre, contenenti minerali quali: quarzo, feldspati e miche, disposti in piani. Si tratta di rocce metamorfiche, prodotte dalla trasformazione a seguito di alte temperature e pressione di precedenti graniti.

Le rocce coinvolte nella formazione di una catena montuosa vengono spesso sottoposte a forze di compressione, deboli ma persistenti per milioni d’anni; talvolta si deformano lentamente (comportamento "plastico"), talvolta si spezzano in un istante (comportamento "rigido").

Gli gneiss di Rocca Sbarua appartengono al Massiccio del Dora Maira, complesso costituito da metagraniti e da gneiss occhiadini derivanti da intrusioni magmatiche di età Permiana (299-250 milioni di anni  fa).

Scopo dell'intervento di valorizzazione del geosito della Rocca Sbarua, da parte della Comunita'  Montana del Pinerolese, e' stato proprio quello di illustrare gli  stretti legami tra geologia e arrampicata. Gli strumenti utilizzati sono:

- Sentiero attrezzato, nei pressi di Casa Canada, con bacheche e leggii per la lettura del territorio.

- Allestimento laboratorio didattico con attrezzature per attività con scolaresche.

- Sistema multimediale, posto all'interno del Rifugio, che consente di approfondire i temi del Geoparco, la storia dell'arrampicata in Sbarua, le caratteristiche geologiche della Rocca Sbarua e i rapporti tra arrampicata e caratteristiche della roccia.