lat. 44.94569
long. 6.76431

Gorge di San Gervasio


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Il sito è facilmente raggiungibile in automobile trovandosi sulla S.S. 24 del Monginevro. Inoltre esistono due vie ferrate per risalire dal fondo delle gole.
Punti di ristoro e alloggio a 1-3 km

 

Le Gorge di San Gervasio, si trovano al confine tra Cesana e Claviere in un paesaggio naturale di eccezionale bellezza. Il versante costituisce la spettacolare testimonianza di un ambiente marino ancora in gran parte riconoscibile, caratterizzato soprattutto da rocce calcareo - dolomitiche che racchiudono fossili marini come coralli e conchiglie di ostriche. Dal punto di vista geomorfologico, il paesaggio deriva dal modellamento operato dall’erosione glaciale prima e fluviale poi, sino a formare un'incisione profonda quasi 100 metri. La valle della Piccola Dora è compresa tra il Colle del Monginevro, in territorio francese, e l’abitato di Cesana. Tra l’abitato di Claviere e Cesana è caratterizzata, sul versante sinistro orografico, dalla presenza di estese falde detritiche e imponenti conoidi di deiezione che convogliano verso il fondovalle i detriti provenienti dalla parete sud-est del monte Chaberton (m 3130 s.l.m.). Alla base del versante i depositi di falda ricoprono una fascia di depositi glaciali di fondo, che si differenziano dai precedenti dalla presenza di una maggiore percentuale della frazione fine limoso - sabbiosa. Il substrato litoide è costituito da dolomie della Falda Piemontese dei Calcescisti e delle Pietre Verdi, descritte nella Carta Geologica d’Italia scala 1 : 100.000, Foglio 66 “Cesana”. Lungo alcune fratture i processi di dissoluzione dei carbonati hanno creato alcune cavità o fusoidi, a testimoniare la probabile presenza di circuiti carsici, anche se poco sviluppati. Il fondovalle delle Gorge ha forma di “U” molto stretta, con fondo pianeggiante e fianchi costituiti da pareti rocciose. In alveo si rinvengono blocchi litoidi di dimensioni anche metriche, per lo più calcareo-dolomitici sporadicamente si rinvengono tuttavia blocchi di dimensioni anche plurimetriche di metabasalti (pillows lavas) e metabrecce di basalti, trasportati dalla zona del Col Gimont - Colletto Verde dai ghiacciai e successivamente ripresi e mobilizzati dalle acque torrentizie.