lat. 45.05542
long. 6.80525

Cave di gesso di Signols


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Il giacimento si trova sopra la frazione di Savoulx ed e' raggiungibile o attraverso un ripido sentiero che costeggia il rio della Comba, o percorrendo una vecchia sterrata chiusa a traffico.
Punti di ristoro e alloggio a 3-5 km
La maggior parte degli imbocchi si presenta in condizioni di stabilità precarie ed è necessario provvedere alla loro chiusura.

 

Situate a valle del monte Vin Vert, lungo il versante della valle di Bardonecchia, le cave di Signols rappresentano la più importante attività di estrazione del gesso in Valle di Susa e sono state attive sino agli anni ‘60 del secolo scorso. Il sito si qualifica infatti non solo dal punto di vista geologico e mineralogico (significative le mineralizzazioni a ilmenite e albite), ma forse ancor più per le interessanti testimonianze di archeologia industriale qui conservate: binari e carrelli, tralicci per il trasporto a valle del gesso estratto. La presenza di un forno consente di capire che la produzione era orientata a sfornare gesso edile. Infatti la sua cottura modifica la formula chimica in solfato di calcio che corrisponde al gesso per costruzioni, stampi e stucchi.

Il versante sud del Monte Jafferau è formato dai litotipi della Falda Piemontese dei Calcescisti e delle Pietre Verdi (calcescisti, marmi, marmi micacei e marmi dolomitici). Alla base del versante, nella zona di Savolux –Signols fino al Monte Pramand è presente una scaglia tettonica formata da marmi, carniole latu sensu e gessi, che rappresentano la zona di contatto fra la Falda Piemontese ed il Massiccio d’Ambin.  Lungo l’impluvio del rio della Comba affiorano marmi e carniole, con lembi di depositi fluvioglaciali e glaciali con vario grado di cementazione. Vi sono inoltre numerose zone di deposizione di concrezioni travertinose.  Il rio è profondamente inciso nel versante seguendo l’andamento di una zona di faglia subverticale, ed erode per quasi tutto il suo sviluppo il substrato roccioso.

Il livello di gessi affiora fra le isoipse 1300 e 1450 sul versante sinistro orografico del Rio della Comba: le attività di estrazione si sono svolte per lo più a cielo aperto, con la realizzazione di ampi scassi con fronti alti alcune decine di metri; successivamente l’attività è proseguita in sotterraneo, con l’apertura di 8 gallerie, con una muratura di massi reperibili in loco.