lat. 45.04347
long. 7.47797

Anfiteatro morenico di Rivoli e Avigliana


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La visita nell’Anfiteatro è visitabile tramite percorsi automobilistici, cicloturistici o escursionistici. Si può iniziare dal Castello di Rivoli, costruito sull’estremità occidentale della Cresta Grande, su una morena del tardo Pleistocene superiore. La palude dei Mareschi, i 2 laghi di Avigliana e la torbiera di Trana sono alcuni degli elementi distintivi della fase di ritiro del ghiacciaio della valle di Susa. Numerosi sono i massi erratici, blocchi rocciosi trasportati e depositati dal ghiacciaio in ritiro: tra i più noti quelli di Pera Majana presso Villarbasse, il Roc du Picapera sul Monte Cuneo e il masso erratico Pera Grossa situato sulla dorsale morenica tra Rosta e Reano. Lo scaricatore glaciale del Prato Perosino è una depressione allungata concava formatasi nel settore marginale destro dell'anfiteatro morenico, nel luogo in cui si incanalavano le acque di fusione del ghiacciaio.
Punti di ristoro e alloggio a 1 km

 

L’Anfiteatro Morenico di Rivoli-Avigliana (AMRA) è il più grande geosito della parte italiana del geoparco delle Alpi Cozie.  Esso si sviluppa allo sbocco in pianura della Valle di Susa ed è composto da una serie di rilievi collinari rettilinei o arcuati (cerchie moreniche) alternati a vallecole (depressioni intermoreniche), testimonianza delle oscillazioni della fronte dell’antico ghiacciaio segusino durante le fasi glaciali pleistoceniche. Gli elementi geomorfologici, oltre a costituire un’area di notevole valore paesaggistico, rappresentano un patrimonio di notevole valore scientifico e storico: proprio grazie agli studi del francese Martins e dell’italiano Gastaldi si affermò la Teoria del Glacialismo nelle Alpi occidentali nella metà del 1800.
La visita nell’Anfiteatro può iniziare dal Castello di Rivoli, costruito sull’estremità occidentale della Cresta Grande, la morena del tardo Pleistocene superiore. Nella conca fra Avigliana e Trana si possono visitare la palude dei Mareschi, i 2 laghi di Avigliana e la torbiera di Trana, tutti elementi distintivi della fase di ritiro del lobo laterale destro del ghiacciaio della valle di Susa. Numerosi sono i massi erratici dell’AMRA: quelli di Pera Majana, presso Villarbasse, sono due tra i più noti e meglio conservati. I massi, costituiti da rocce serpentinitiche, sono stati trasportati e depositati dal ghiacciaio in ritiro dopo essere stati prelevati lungo gli affioramenti rocciosi della Valle di Susa per effetto dell'azione erosiva del ghiacciaio o per l'azione di frane. II Roc du Picapera, sul Monte Cuneo, conserva i fori rettangolari per i cunei di legno ed è formato da gneiss granitoide. Il masso erratico Pera Grossa situato sulla dorsale morenica tra Rosta e Reano si eleva imponente con i suoi 10 metri di altezza.

Lo scaricatore glaciale del Prato Perosino si trova nel comune di Villarbasse è una depressione allungata concava formatasi nel settore marginale destro dell'anfiteatro morenico, nel luogo in cui si incanalavano le acque di fusione del ghiacciaio.